Lori Il gatto con gli stivali

«Una fiaba che parla di fiducia e di amicizia». Conversazione con Roberto Lori

 

Le conversazioni sono sedici interviste agli autori che saranno a NID Platform e che pubblicheremo da luglio a settembre.
Intervista a cura di Lisa Cadamuro – NID Platform staff 

 

Il suo spettacolo è una versione della celebre fiaba Il gatto con gli stivali. Come mai questa scelta?

La fiaba tratta della capacità di vedere, in cose e situazioni apparentemente di poco valore, possibilità di trasformazione e di realizzazione, parla di fiducia e di amicizia. Nella fiaba originale il Gatto è furbo, scaltro e guascone; noi abbiamo elaborato la sua immagine creandogli una debolezza, una vulnerabilità (ha paura dei topi) per indagare la capacità di superare i propri limiti e paure per il bene di un amico.

 

Nello spettacolo ci sono parti danzate e parti recitate da Fabio Bacaloni. Come sono legate tra di loro?

La parola e i suoni vengono usati con lo stesso intento del movimento a servizio della narrazione, del percorso emotivo e per delineare i personaggi e le situazioni. La collaborazione con Fabio Bacaloni, attore-danzatore, rende questo processo molto naturale.

 

Il gatto con gli stivali è uno spettacolo per bambini: è diverso concepire qualcosa per un pubblico così giovane, e se sì, perché?

Creare uno spettacolo per bambini comporta lo stesso impegno di uno spettacolo per adulti: ricerca, qualità di tutti gli elementi che lo compongono, lavoro sull’immagine, sulla musica etc., ma oltre a questo lavoro di base, lo spettacolo rivolto a un pubblico per bambini richiede un’attenzione maggiore, un costante interrogarsi sui temi e sui modi di esporli; ti obbliga a lavorare su un’essenzialità di segno, tempi e ritmi. I bambini rispondono in modo spontaneo: o sono catturati da ciò che vedono oppure ti “lasciano solo”.

 

Lei lavora già da qualche anno con la compagnia Simona Bucci. Com’è nata questa collaborazione?

La mia collaborazione è cominciata molti anni fa con la partecipazione in veste di danzatore ne I Rimasti e da quel momento non si è mai interrotta, sviluppandosi in un rapporto sempre più articolato basato su una reciproca stima artistica.

 

Che cosa si aspetta da questa edizione di NID Platform?

Mi aspetto di essere messo in grado di poter mostrare il mio lavoro nelle condizioni migliori per poter approfittare della presenza di operatori esperti del settore che mi possano offrire stimoli, critiche e tantissime date nei loro teatri e festival.

 

Roberto Lori


Si forma come danzatore presso il Balletto di Renato Greco a Roma con gli insegnanti Lucia Colognato (Danza Classica), Maria Teresa da Medico (Tecnica Matt Mattox), Cristina Menconi (Contemporaneo). Prosegue i suoi studi nella danza contemporanea con Simona Bucci, Carolyn Carlson, Monica Casadei, Loris Petrillo, Mauro Bigonzetti, Michele Abbondanza – Antonella Bertoni, Ivan Wolfe, Paola Bianchi, Kim Kam, Giovanni di Cicco, Inaky Azpillaga, Giovanni Scarcella, Karl Portal.
Lavora per la Compagnia Artemis danza con sede a Parma sotto la regia e coreografia di Monica Casadei. Nel 2005 inizia a lavorare per la Compagnia di Simona Bucci con sede a Firenze in diverse produzioni. Nel 2007 danza nell’opera musicale Miracolo a Milano, regia di Daniele Abbado, musiche originali di Giorgio Battistelli, coreografie di Simona Bucci. Nel 2010 collabora come danzatore nella Compagnia Virgilio Sieni. Dal 2017 comincia a realizzare proprie coreografie.